lunedì 26 gennaio 2015

Orso d'inverno



Prenditi una pausa
Come orso d'inverno
Ritirati coi tuoi ricordi
Nell'abito più intimo della casa
Mira la quieta fiamma
Che brucia l'ultimo tizzo
È la fiamma dei ricordi
Che viva torna a rivivere
Vita e ricordi che coabitano
Come il cuore nel corpo
Come il corpo nell'anima
Ricordi che non amareggino
La vita ancora da vivere
Che la vita non scolorisca
I vissuti ricordi
Un giorno ti sveglierai
Vecchio orso d'inverno
E una volta ancora
Ti troverai nella quieta fiamma
Che lenta brucia l'ultimo tizzo













sabato 24 gennaio 2015

Fascio principesco



Vivi in fascio principesco
Colmo di parole e fatti 
Di ambiguità e contraddizioni
Di menzogne e ipocrisie
Confusi a versi d'amore 
Ora già stretti e soffocati
In greve fascio principesco


giovedì 22 gennaio 2015

Vorresti

Vorresti vivere
Anche bruciandoti 
Vorresti morire
Per un altro vivere
Vorresti godere 
Il godibile possibile
Vorresti espiare 
Errori nella rinuncia
Vorresti lavorare 
E vorresti infischiartene 
Vorresti continuare a peccare
E vorresti finirla per redimerti
Vorresti aiutare tutti 
Quando non hai la forza 
Nemmeno per te stesso
Vorresti scoppiare di salute
Per sfidare il dolore del mondo
Vorresti quell'amore 
che per te non esiste 
Vorresti poter decidere
Le scelte del tuo domani
E potendolo fare oggi
Non sapresti scegliere 
Un'altra vita diversa 
Da quella che vivi
Vorresti 











martedì 20 gennaio 2015

la goutte d'eau



Queste note parlanti all’udito del cuore, Chopin le compone in una notte piovosa, al freddo umido di una vecchissima stanza alla Certosa di Valldemosa (Maiorca). La sua salute ormai compromessa dalla tisi, non lo distoglie dal comporre quella che la sua amante e amica di allora, la scrittrice G.Sand, chiamerà, il preludio de “la goutte d'eau”. Neppure le scarlatte gocce di sangue, che dolorose scendono ad ogni colpo di tosse dalla bocca del musicista, riescono ad inibire quelle mani principesche dalle poetiche dita, che magicamente si confondono con la miriade di gocce d’acqua battenti sul tetto. F.Chopin, con immensa e delicata sensibilità, raccoglie e unisce quella miriade di gocce in una sola, sublimandola  nella sonorità di una nota ribattuta, benevolmente ossessiva come gocce di pioggia s'un tetto, come il battito appassionato di un cuore, infinito eco della vita.





venerdì 16 gennaio 2015

Alla luna



in quale confine
di alba e tramonto
notte che risolvi
l’intreccio del giorno
d’immensa altezza
 misteriose dita
di mano silente
 ricamano il cielo?

luci ombre colori
empireo perfetto
spieghi l’emozione
o vereconda Luna
d’inebriante forza
quale supremo artista
di pennellate divine
al cuore della terra


giovedì 15 gennaio 2015

Do diesis minore



Do diesis minore
Tonalità dell'istinto 
Dell'inconsapevolezza
Di un tempo perduto
Non più revocabile 
Di silenzi e rumori
Di vuoto e solitudine 
Momenti per sognarti
Donna concreta
Compagna  amica
Amante  sensuale
Do diesis minore 
Il nostro chiaro di luna



lunedì 12 gennaio 2015

Ho sognato



Ho sognato una terra senza guerre
Ho sognato popoli vivere in pace
Ho sognato l’amplesso
Con un corpo sconosciuto
Ho sognato la donna della vita
Ho sognato tante mani unite
Che sorreggevano il mondo
Ho sognato ricchi meno ricchi
Ho sognato poveri meno poveri
Ho sognato il silenzio del silenzio
Ho sognato case senza porte 
Ho sognato cancelli aperti
Ho sognato il sorriso del cielo
Cadere lacrima di pioggia
Ho sognato la pioggia
scivolare sulla pelle
d'ogni colore d'uomo
Ma non posso dormire in eterno







lunedì 5 gennaio 2015

Demone e diavolo


Sono la pattumiera 
Ove getti gli avanzi 
Di un gretto cinismo
Ma non sono l'oblio
Del primo e ultimo graffio 
No  amore mio
Dopo aver pensato al mondo
Resto musica sogno e poesia 
Lontano dal tuo essere
Sono un demone tentato
Ma posso diventare diavolo 
Dentro al tuo paradiso




sabato 3 gennaio 2015

C.aro amore



nel giorno e nella notte
mi ancoro  nel cielo
oceano di mari senza fine
e torna a cadere un parola
feconda di mille vocali e consonanti

torna il canto d’una voce senza suono
nella poetica geometria di stelle
e torna a ricadere un cuore
perduto nel piano deserto della luna

torna il giorno
e sempre desta l’alba un nome
cento e cento volte scritto
nelle compiute curve d’arcobaleni
e mille e mille volte urlato
in un sogno sciroccato di deliri

 torna la notte
tacita volta d’anima dannata
e torna a ricadere una parola
su infinita ghirlanda d’astri

e fra mille vocali che si spengono
una sola si accende consonante 
ch’io leggo come Caro amore
e tutto congiunge in Armonia