martedì 20 gennaio 2015

la goutte d'eau



Queste note parlanti all’udito del cuore, Chopin le compone in una notte piovosa, al freddo umido di una vecchissima stanza alla Certosa di Valldemosa (Maiorca). La sua salute ormai compromessa dalla tisi, non lo distoglie dal comporre quella che la sua amante e amica di allora, la scrittrice G.Sand, chiamerà, il preludio de “la goutte d'eau”. Neppure le scarlatte gocce di sangue, che dolorose scendono ad ogni colpo di tosse dalla bocca del musicista, riescono ad inibire quelle mani principesche dalle poetiche dita, che magicamente si confondono con la miriade di gocce d’acqua battenti sul tetto. F.Chopin, con immensa e delicata sensibilità, raccoglie e unisce quella miriade di gocce in una sola, sublimandola  nella sonorità di una nota ribattuta, benevolmente ossessiva come gocce di pioggia s'un tetto, come il battito appassionato di un cuore, infinito eco della vita.





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